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Questo è uno spazio importante a cui tutti, almeno una volta, danno una occhiata. Ho scelto di presentare questo mio viaggio insieme a voi tramite un’intervista fatta da un’amica giornalista che mi aiuterà ad animare “The Postman”. Insieme daremo voce alle due facce della stessa medaglia.  Franco Zanellato

Perché il blog si chiama “The Postman”?
Sicuramente in onore alla linea Postina che è un po’ il mio fiore all’occhiello, simbolo d’italianità al 100%. E poi la figura del postino è una metafora e rappresenta la novità, l’arrivo di nuove notizie. Per non parlare del film “Il Postino” di Massimo Troisi che riesce sempre ad affascinarmi ogni volta che lo rivedo.

Che valore hanno i ricordi per te?
I ricordi sono tracce indelebili della nostra storia e ritornano sempre in tutto ciò che facciamo. Per questo motivo le mie creazioni sono reinterpretazioni del passato: oggetti o stili ripresi soprattutto dagli anni ’50 e ’60.

Quante borse hai?
Ho una vera e propria passione per le borse, oltre a produrle amo comprarne in giro per il mondo e quindi collezionarle.

Come nascono le idee?
Solitamente le ispirazioni capitano, non si cercano. Tutto ciò che ci sta intorno, può essere un punto di partenza per una nuova idea, una nuova creazione, un dettaglio. Anche i ricordi oppure gli oggetti del passato sono per me fonte infinita d’ispirazione.

Cosa non manca mai nella tua “Postina”?
Il Blackberry, una foto di mia nonna a cui sono molto affezionato, un taccuino in cui annoto sempre le mie idee (la carta ha sempre un sapore e un profumo diverso rispetto alla tecnologia) e delle caramelle all’anice.